Niemeyer

Il perchè di una mostra su Oscar Niemeyer

di Mauro Cicchetti

“Frequento” attentamente il Brasile da oltre trenta anni. Di quel Paese ho scritto alcune guide turistiche ed altri scritti; e alla interessante cultura di quel Paese ho dedicato 16 (per ora) festival internazionali ed una miriade di altre realizzazioni pubbliche e private.

Viaggiando per il Brasile mi colpirono subito queste costruzioni avveniristiche che apparivano più moderne di quelle costruite attorno, che in realtà erano più recenti di qualche decennio.

Un giorno volli approfondire quella sensazione e scoprii che erano tutte state concepite dalla stessa mente e disegnate dalla stessa felice mano, quella dell’architetto “carioca” Oscar Niemeyer.

Ma leggendo sempre più testi sull’opera del nostro, mi resi conto che ci si trovava di fronte ad una personalità ben più complessa di quella già articolata di una “Archistar”, termine che lui non amava.

Ci si trovava di fronte ad un UOMO, determinato, capace, sensibile, straordinariamente dotato, visionario, artistico e con una coerenza da record. Una persona grande ma umile, generosa, mai arrogante, mai avido, mai banale, mai sgradevole; amato da tutti, tranne forse dagli ideatori e fautori del ventennio di Dittatura Brasiliana (1964-1984). Autore di una quantità impressionante di opere pubbliche e private, tutte ideate con uno sguardo ed un rapido tratto della matita sulla carta, ha sempre preferito il lavoro d’equipe con grandi artisti invece della gloria solitaria continuando a coniare frasi quali: 

“L’architettura è un pretesto. Importante è la vita, importante è l’uomo!”; “Il denaro è decisivo in un solo caso, quando può servire ad aiutare il prossimo”;

“Oggi attribuiamo grande valore alle apparenze, come un tempo si usava l’architettura per dimostrare potere: lo stile fascista, per esempio, che non ho mai amato, rappresentava la potenza di un governo, di una nazione, facendo un uso improprio della bellezza. Ma le apparenze, in realtà, non significano nulla, i soldi non sono una misura per capire chi abbiamo di fronte. Dinanzi alla vita, alla morte, al tempo che passa, alla monumentalità della natura siamo tutti uguali, creature fragili, mortali.”

Nel 2007, in occasione dei 100 anni del maestro, lottai per realizzare una mostra per celebrarlo e nacque “Un secolo di curve eleganti” che inaugurò nella prestigiosa Galleria di Arte Moderna “Disegno” di Mantova, nello splendido antico Palazzo Beccaguti Cavriani; grazie all’aiuto dell’amico Gabriele Busi e l’ass. Vitellio di Viadana e con “scatti” di Attilio Sassetti, Adriano Gasparini Gomes, Roberto Rufino, Eugenio Bonafé, Estefania Marques, oltre che mie.

La mostra fu poi implementata e ripetuta a Bologna (ultima mostra della Galleria Accursio, nel Sottopassaggio di via Rizzoli prima della riforma); a Firenze (Fortezza da Basso durante il Festival della Creatività); nel bel museo comunale di San Pietro in Casale; a Milano (mostra ufficiale del Consolato Generale di Milano per la settimana brasiliana all’interno del prestigioso Festival Latino Americando, in Sala Borsa a Bologna nel 2011 (per due mesi!!!) per poi arrivare nel tempio italiano dell’architettura del Maestro.

Nel 2013 è stata mostra ufficiale del 61° Festival internazionale di Ravello, prima mostra realizzata all’interno dell’Auditorium Oscar Niemeyer (all’esterno le splendide sculture di Mimmo Paladino). Un grande tributo alla memoria del Maestro mancato pochi mesi prima.

Un soddisfazione enorme.

Poi alcune altre belle esperienze come quella all’interno della Rocca Sforzesca di Bagnara di Romagna nel 2014.

Dal 205 al 2022 è stata esposta in una storica location nella provincia di Bologna.

Vedi foto (in preparazione)

Ora è in attesa di qualche nuova location


Per qualsiasi ulteriore informazione  Mauro Cicchetti   340 6615385   

email   sambacik (at)  yahoo.it  o gmail.com

Guarda le galleria con la documentazione delle mostre su Oscar Niemeyer realizzate in questi anni

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